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oculomozione, disprassia di sguardo e lettura

L’oculomozione nella lettura è una funzione spesso sottovalutata nella pratica logopedica. Si tende a dare priorità ad altri aspetti dell’intervento riabilitativo ma non a quest’area, che però può essere basilare in alcuni disturbi della lettura. La premessa da fare è che disturbi gravi in quest’area, secondo la mia opinione, debbano essere necessariamente inviati a figure competenti come Terapisti della Neuropsicomotricità formati adeguatamente od optometristi che applichino valide pratiche di intervento. Ciò non toglie che questa funzione sia coinvolta in tutte le attività che proponiamo ai bambini (pensate alla presentazione di parole con il tachistoscopio), pertanto è bene conoscere quali siano le norme di valutazione e di intervento più indicate. In questo modo, le attività da noi possono essere valido sia dal punto di vista della decodifica strettamente intesa, sia dal punto di vista della stimolazione del sistema oculomotorio.

Fin dall’età prescolare, osservare come un bambino utilizza lo sguardo, se sa fissare l’interlocutore, se è presente la condivisione di sguardo e la condivisione dell’oggetto (triangolazione), cosa che implica la capacità di attenzione visiva, è un momento fondamentale per iniziare a comprendere il comportamento del bambino stesso. In casi di disturbi di linguaggio con difficoltà di coordinazione motoria o nelle disprassie verbali, possiamo riscontrare addirittura ipotesi diagnostiche errate come l’inclusione nello spettro autistico proprio per le difficoltà di sguardo.

Quando parliamo di disprassia, parliamo di un “disturbo dell’esecuzione di un gesto o azione intenzionale, ovvero come difficoltà a rappresentarsi, programmare, coordinare ed eseguire atti motori in serie, deputati e finalizzati a un preciso scopo e obiettivo” (Sabbadini, 2013). Questa difficoltà può coinvolgere anche gli aspetti visivi. La disprassia oculomotoria è definita come l’incapacità a spostare volontariamente gli occhi verso oggetti d’interesse (Chun & Gatti, 2004) con conservazione dei movimenti spontanei di sguardo, a riposo, al di fuori delle richieste e delle intenzioni di guardare (random eye movements).

Per quanto riguarda la lettura gli occhi si spostano da sinistra a destra con rapidi movimenti saccadici, intervallati da pause di fissazione, che possono avere durata variabile a seconda del grado di esperienza del lettore (Tacconella, 2006). I saccadici coinvolti nel processo di lettura possono essere di tre tipi:

  • progressivi (vanno da destra a sinistra, molto rapidi),
  • regressivi (vanno nella direzione opposta, sono più rari e aumentano proporzionalmente alla difficoltà del testo)
  • di ritorno (necessari per passare alla riga successiva)

Sono ormai numerosi gli studi che vanno ad approfondire il sistema oculomotorio in soggetti con dislessia. Nelle prove di lettura questo sistema ha mostrato un pattern di funzionamento differente dai normolettori, con brevità delle saccadi, maggior durata e maggior frequenza di fissazioni (Prado et al., 2007). Lo studio di Prado indica però che in alcuni casi le scarse abilità di span attentivo visivo possono contribuire notevolmente ai pattern atipici dei movimenti oculari, incrementando il numero di fissazioni verso destra durante la lettura del testo. Quindi non tutti i disturbi di lettura hanno una base oculomotoria ma è importante accorgersi quando questo deficit è presente e integrare stimolazione di quest’area con quella dell’attenzione visiva e delle funzioni esecutive.

Per la riabilitazione, sono importanti la valutazione di messa a fuoco ottimale e la riabilitazione di questa funzione che rappresenta un prerequisito importante per tutte le altre aree. È importante allenare il soggetto a lavorare a diverse distanze focali, avvicinando e allontanando gradualmente i target proposti. A questo training segue quello di fissazione, con l’obiettivo di prolungare i tempi di mantenimento. L’area più importante ai fini della lettura è quella del movimento saccadico. In questi casi si inizia da target vicini tra loro in condizione facilitata fino ad arrivare a pattern più complessi e meno strutturati.

Le attività da proporre, sia computerizzate che cartacee sono molteplici. Nella sezione materiale è già stata proposta una presentazione PowerPoint di difficoltà medio-semplice che comprende sia aspetti oculomotori che legati alle funzioni esecutive. È possibile inoltre scaricare online gratuitamente un file con esempi di esercizi tratti dal libro “Disturbi specifici del linguaggio, disprassie e funzioni esecutive” di Letizia Sabbadini. Infine, per chi cercasse proposte riabilitative ben strutturate, il metodo SVTA mutuato dal tennis ha mostrato una grande versatilità nell’applicazione ai disturbi del neurosviluppo e di apprendimento integrando integrazione visuomotoria e funzioni esecutive.

Per ultimo, nelle storie Instagram sono stati approfonditi i concetti legati allo span visivo e percettivo. Lascio qui alcuni dei link ai libri indicati per gli approfondimenti. Per chiunque voglia approfondire anche questo aspetto le storie rimarranno in evidenza e saranno accessibili direttamente dal profilo @whenlifegivesyoumelonss

  • Slide di un intervento di Francesco Benso in merito ai trattamenti della dislessia che comprendono il concetto di span visivo: link
  • Un’interessante tesi di dottorato della Dott.ssa Stephanie Bellocchi su effetto crowding e dislessia: link
  • Un libro per genitori ed insegnanti che contiene concetti chiave e proposte di trattamento anche per gli operatori: link

Bibliografia

Chun, H. H., & Gatti, R. A. (2004). Ataxia–telangiectasia, an evolving phenotype. DNA Repair3(8), 1187–1196. https://doi.org/https://doi.org/10.1016/j.dnarep.2004.04.010

Prado, C., Dubois, M., & Valdois, S. (2007). The eye movements of dyslexic children during reading and visual search: Impact of the visual attention span. Vision Research47(19), 2521–2530. https://doi.org/10.1016/j.visres.2007.06.001

Sabbadini, L. (2013). Disturbi specifici del linguaggio, disprassie e funzioni esecutive. In Disturbi specifici del linguaggio, disprassie e funzioni esecutive. https://doi.org/10.1007/978-88-470-5349-6

Tacconella, P. (2006). Ruolo dell’optometrista nella valutazione e nel trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento.

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